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Cibo & Scienza

Il cibo costruisce anche la mente

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Immagina due contadini.

Il primo prepara il terreno con cura. Lo dissoda, elimina le erbacce, lo concima e lo rende fertile. Poi semina.

Il secondo prende gli stessi semi e li getta su un terreno duro, sassoso, poco curato. Anche lui semina.

Secondo te chi avrà il raccolto migliore?

La risposta è ovvia. I semi sono gli stessi, ma il terreno è diverso.

Ecco, il nostro organismo funziona in modo molto simile.

Quando pensiamo all’alimentazione, immaginiamo subito muscoli, ossa, pelle, capelli, denti. Ed è corretto. Tutto ciò che siamo è costruito a partire da ciò che mangiamo.

Ma c’è un aspetto che spesso dimentichiamo: il cibo contribuisce a costruire anche il terreno biologico sul quale si sviluppano i nostri pensieri, le nostre emozioni, la nostra energia mentale e la nostra capacità di affrontare lo stress.

Attenzione: il carattere non dipende dal cibo.

La gentilezza, il coraggio, l’intelligenza, la sensibilità e la cultura non si comprano al supermercato.

Però il cervello è un organo biologico, esattamente come il cuore o il fegato. Per funzionare ha bisogno di materiali di qualità.

Un terreno fertile non garantisce un buon raccolto, ma un terreno povero rende tutto più difficile.

Il cervello si nutre davvero

Ogni giorno il nostro cervello produce sostanze fondamentali per il funzionamento mentale ed emotivo.

Neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e acetilcolina regolano aspetti importanti della nostra vita:

  • motivazione
  • attenzione
  • memoria
  • qualità del sonno
  • gestione dello stress
  • tono dell’umore
  • capacità di concentrazione

Per produrli servono nutrienti precisi.

Le proteine forniscono gli aminoacidi necessari.

Le vitamine del gruppo B partecipano a numerose reazioni chimiche cerebrali.

Il ferro contribuisce al trasporto dell’ossigeno e al corretto funzionamento neurologico.

Il magnesio interviene nella trasmissione nervosa.

Gli omega-3 fanno parte delle membrane delle cellule nervose.

La vitamina D sembra avere un ruolo importante nella salute cerebrale e immunitaria.

Quando questi nutrienti sono presenti in quantità adeguata, il cervello dispone degli strumenti necessari per lavorare bene.

Quando invece compaiono carenze importanti, possono manifestarsi stanchezza mentale, difficoltà di concentrazione, irritabilità, ridotta capacità di affrontare lo stress, alterazioni dell’umore e calo dell’energia psicologica.

Non è una questione di magia.

È semplicemente biologia.

Perché il cibo industriale non aiuta

Se osserviamo gli alimenti che forniscono naturalmente questi nutrienti, troviamo soprattutto cibi semplici:

  • uova
  • pesce
  • legumi
  • frutta secca
  • semi oleosi
  • verdure
  • frutta
  • yogurt naturale
  • cereali integrali
  • olio extravergine di oliva

Se invece osserviamo molti prodotti ultraprocessati, troviamo spesso l’opposto:

  • grandi quantità di zuccheri
  • farine ,specie se raffinate
  • grassi di bassa qualità
  • alimenti molto calorici
  • scarso contenuto di micronutrienti

Tradotto in pratica, questi alimenti sono quelli più usati oggi: pastasciutte varie, pizza, crackers, fette biscottate, biscotti, la maggior parte dei dolciumi, salumi, würstel, alimenti prefritti (es i famosi bastoncini di pesce), pane, piatti elaborati, specie se sono di produzione industriale dove gli ingredienti di base potrebbero essere scadenti.

Naturalmente non è il singolo biscotto a creare un problema.

Il problema nasce quando questi alimenti diventano la base dell’alimentazione quotidiana.

In quel caso il corpo riceve molte calorie ma relativamente pochi nutrienti utili.

È come riempire il serbatoio di un’automobile con un carburante scadente: il motore continua a funzionare, ma non nelle condizioni migliori.

Il legame tra intestino e cervello

Negli ultimi anni la ricerca ha inoltre scoperto qualcosa di affascinante.

L’intestino e il cervello comunicano continuamente.

La popolazione di batteri che vive nel nostro intestino, chiamata microbiota, partecipa alla regolazione del sistema immunitario, dell’infiammazione e di numerosi processi metabolici.

Una dieta ricca di alimenti vegetali, fibre e cibi poco trasformati favorisce generalmente un microbiota più ricco e diversificato.

Al contrario, un’alimentazione basata soprattutto su prodotti ultraprocessati tende ad impoverirlo.

Anche per questo oggi si parla sempre più spesso di asse intestino-cervello.

Mangiare bene è davvero così difficile?

A questo punto qualcuno potrebbe pensare:

“Va bene, ho capito. Ma allora dovrò passare la giornata ai fornelli?”

In realtà no.

Mangiare bene non significa vivere di insalate tristi o rinunciare al piacere della tavola.

Significa imparare a costruire una gastronomia quotidiana fatta di ingredienti semplici ma preparati in modo gustoso.

Una frittata con verdure.

Un piatto di legumi.

Un pesce al forno.

Una vellutata.

Uno yogurt con frutta e frutta secca.

Una pasta preparata con ingredienti di qualità e porzioni adeguate.

La vera sfida non è mangiare meno.

La vera sfida è tornare a cucinare e a scegliere alimenti riconoscibili.

Difficile? No, ma bisogna spesso resettarci su modalità differenti. Cambiare abitudini.

Insomma, una Rivoluzione Alimentare!

Il primo passo verso il cambiamento

Quando una persona decide di migliorare la propria alimentazione, spesso pensa subito alla bilancia.

In realtà la prima domanda dovrebbe essere un’altra:

“Sto fornendo al mio organismo il materiale necessario per funzionare al meglio?”

Perché il cibo non costruisce soltanto il nostro corpo.

Costruisce il terreno sul quale crescono la nostra energia, la nostra lucidità, la nostra capacità di apprendere, lavorare, amare, affrontare le difficoltà e vivere con equilibrio.

Proprio come il contadino che prepara il terreno prima della semina, anche noi possiamo iniziare ogni giorno da lì.

Da ciò che mettiamo nel piatto.

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Di Lucia Vignolo

Sono una biologa di nome e di fatto: mi piace scoprire i segreti della vita. Oggi mi occupo soprattutto di nutrizione, in tutti i suoi aspetti, anche etici ed ecologici.
Mi piace la tecnologia informatica, e mi piace servirmene per organizzare il mio lavoro, per... "leggere e scrivere e far di conto", per comunicare, soprattutto per imparare.

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