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Gratitudine e salute: cosa dice la scienza

No, non sono una fanatica del “pensiero positivo”… So che anche le emozioni cosiddette “negative” vanno affrontate con coraggio, e che se dobbiamo piangere è meglio dare sfogo alle lacrime anziché trattenerle.

E’ terapeutico.

Ma è anche vero che disporre il nostro animo a sentimenti buoni ci è di grande aiuto nell’impostare la salute psicofisica.

Uno di questi sentimenti è la gratitudine.

Forse ti sembrerà strano e penserai che voglia atteggiarmi a “guru” della spiritualità, ma non è così.

Io sono sempre la solita scienziatina  che ha bisogno di qualche evidenza prima di scrivere qualcosa.

Altrimenti si rischia di sparare a salve.

Pertanto, eccoti qualche studio col quale si è indagato sul ruolo che la gratitudine ha nel migliorare il benessere; te li lancio così in forma minimale, per incuriosirti e farti riflettere.

Gratitudine e benessere: evidenze scientifiche

1. Miglior salute fisica e longevitá

Una ricerca del Nurses’ Health Study ha evidenziato che la gratitudine è associata a:

  • migliore qualità del sonno,
  • riduzione del rischio di depressione,
  • parametri cardiovascolari più favorevoli,
  • persino un’estensione della durata della vita.

2. Effetti sul cuore e sullo stress

Una review del 2021 ha trovato che tenere un diario della gratitudine:

  • abbassa la pressione diastolica,
  • favorisce una respirazione sincronizzata e un ritmo cardiaco più stabile,
  • contribuisce alla salute cardiovascolare generale.

3. Riduzione di ansia, depressione e sintomi fisici

Meta-analisi e studi clinici mostrano che:

  • praticare atti di gratitudine aumenta il benessere soggettivo e diminuisce ansia e depressione,
  • può fungere da intervento complementare nelle terapie psicologiche.

4. Esercizi di gratitudine: effetti duraturi

In un esperimento, si è visto che azioni come:

  • scrivere ogni sera “three good things” (tre cose che sono andate per il verso giusto)
  • tenere un diario settimanale di gratitudine
  • inviare una lettera o visita di gratitudine

hanno migliorato il mood, aumentato l’ottimismo, ridotto sintomi depressivi e mantenuto effetti fino a 6 mesi dopo.

5. Connessione sociale e comportamento prosociale

La gratitudine rafforza i legami sociali, incentiva comportamenti altruistici (anche costosi), e migliora l’empatia e la generosità, contribuendo a un maggiore senso di comunità e supporto sociale  .

6. Risposte neurologiche e neurochimiche

Il sentimento di gratitudine attiva aree cerebrali legate alle ricompense, stimola il rilascio di dopamina, serotonina e ossitocina, contribuendo a migliorare l’umore e le relazioni sociali  .

7. Ruolo nella teoria “broaden‑and‑build” (vedi nota)

Secondo la teoria psicologica di Fredrickson, le emozioni positive come la gratitudine:

  • ampliano la consapevolezza,
  • favoriscono comportamenti esplorativi
  • costruiscono risorse personali utili nel lungo termine (resilienza, creatività, supporto sociale)  .

nota: La “teoria dell’ampliamento e della costruzione” delle emozioni positive, sviluppata da Barbara Fredrickson , suggerisce che emozioni positive come gioia, interesse, contentezza e amore ampliano il repertorio di pensiero-azione momentaneo di una persona e, a loro volta, costruiscono risorse personali durature.

Queste risorse possono essere fisiche, psicologiche, intellettuali e sociali. In sostanza, le emozioni positive creano un circolo virtuoso, in cui sperimentarle porta a un’espansione del pensiero e delle azioni, che a sua volta porta allo sviluppo di preziose risorse personali

Bene, a proposito di gratitudine: grazie per aver letto il mio post.

Se vuoi, prova anche tu a scrivere ogni sera tre cose per cui essere grata. Basta un quaderno, due minuti, e un po’ di fiducia.

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Di Lucia Vignolo

Sono una biologa di nome e di fatto: mi piace scoprire i segreti della vita. Oggi mi occupo soprattutto di nutrizione, in tutti i suoi aspetti, anche etici ed ecologici.
Mi piace la tecnologia informatica, e mi piace servirmene per organizzare il mio lavoro, per... "leggere e scrivere e far di conto", per comunicare, soprattutto per imparare.

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