
C’è chi crede nell’amore eterno, e poi c’è chi crede nella pizza del sabato sera.
In fondo, è una relazione che dura da anni. La pizza non ti giudica, non ti abbandona, ti arriva calda a casa anche quando fuori piove. Ti consola, ti coccola, ti fa sentire al sicuro.
Come potremmo parlarne male?
E infatti non ne parleremo male. Parleremo invece con onestà, come si fa con le storie d’amore un po’ tossiche. Perché, diciamolo, la pizza ti vuole bene… ma non ti aiuta. Non ti aiuta a digerire bene, a dormire bene, a dimagrire, né tantomeno a mangiare meglio il giorno dopo. Eppure la ami. E lei si lascia amare, ogni volta, con quella crosta fragrante, il cuore filante, e tutto quel non so che di irresistibile e pericoloso.
Ma tranquilla, non ti diremo di lasciarla per sempre.
Ti aiuteremo solo a rimetterla al suo posto.
Magari non come protagonista fisso della tua dieta, ma come ospite d’onore occasionale, trattata con rispetto… e servita all’orario giusto.
Perché la pizza – così com’è – fa ingrassare (e anche un po’ danno)
Diciamolo subito: non è la pizza in sé il problema, ma come e quando la mangiamo.
La classica pizza da pizzeria (o da asporto) è una vera bomba calorica. Hai mai pensato a cosa c’è dentro?
- Farina bianca raffinata, in quantità: una pizza media contiene circa 100 grammi di farina, pari a oltre 70 grammi di carboidrati. Tradotto: uno zucchero a lento rilascio, sì, ma pur sempre zucchero.
- Mozzarella e altri formaggi, che oltre ad aumentare il gusto (e la dipendenza affettiva) portano grassi saturi e calorie.
- Olio, spesso usato con generosità.
- E poi magari salumi, salsicce, wurstel, patatine fritte (!), e qualsiasi altra diavoleria ti venga in mente.
Risultato? Una pizza media può facilmente arrivare a 800-1.200 calorie, in un solo piatto, spesso consumato a cena, magari alle 21.30, magari con il dolce dopo. Insomma, il perfetto esempio di pasto serale anti-metabolico.
⏰ L’orario conta (eccome)
Il nostro corpo non è una macchina neutra. Segue ritmi circadiani, che regolano digestione, ormoni, glicemia e sonno. La sera, l’insulina funziona peggio, la digestione rallenta, e il corpo tende ad accumulare invece che bruciare.
E noi cosa facciamo? Gli diamo il pasto più indigesto della giornata.
(Vuoi saperne di più? Dai un’occhiata al nostro articolo sui ritmi circadiani, ne vale la pena.)
🧠 Eppure non sazia
Con tutte quelle calorie, uno dovrebbe sentirsi pieno per giorni. E invece no.
La pizza ha un indice di sazietà basso: la mangi, ti sembra di toccare il cielo, ma mezz’ora dopo hai ancora voglia di qualcosina. Il gelatino, il dolcetto, magari anche un amaro “per digerire”.
E così si sfora, si esagera, e si innesca il circolo vizioso: troppe calorie + nessuna sazietà = disastro assicurato.
🍕 La pizza come tapullo (parola del dialetto genovese che sta per “riparazione di fortuna, tappabuchi)
C’è poi un problema culturale. La pizza è il cibo-tapullo per eccellenza…
Non c’è tempo per cucinare? Pizza.
Arrivano ospiti all’improvviso? Pizza.
Hai avuto una giornata dura? Pizza.
La settimana è stata pesante? Serata pizza.
La pizza è diventata la nostra copertina di Linus alimentare, un mix tra comfort food e scorciatoia logistica. Ma questa abitudine – se diventa frequente – è tossica per il corpo e pure un po’ per la mente.
Perché ci toglie la possibilità di imparare a prenderci cura di noi anche con il cibo.
😴 Digestione difficile, sonno disturbato
Una mia paziente mi disse: “tutte le volte che vado in pizzeria, poi la notte sogno i draghi… ma tant’è… tutte le volte ci casco e ordino la pizza. Sembro una drogata!
E tu hai mai dormito bene dopo una pizza?
No, vero? Perché spesso, dopo il “pizzatone”, arrivano:
- Gonfiore
- Reflusso
- Sogni agitati (se sogni, è già un miracolo)
- Risvegli pesanti, con fame strana o nausea
- Poca energia il giorno dopo
E il giorno dopo cosa succede? Si cerca qualcosa di zuccherino per “riprendersi”… e si ricomincia.
🍕 Come la mangiamo… e come potremmo mangiarla
La pizza, diciamolo, è un cibo furbo.
Sa essere buona, comoda, rapida, sociale. Ma se vogliamo davvero prenderci cura della nostra salute e delle nostre abitudini, dobbiamo toglierla dal piedistallo del sabato sera e metterla al suo posto: ogni tanto, con criterio, con misura.
1. 🔁 Sostituirla quando serve
Se ogni volta che esci con gli amici finisci per ordinare la solita pizza margherita (e magari aggiungi pure le patatine), forse è il momento di rivedere il copione.
La soluzione non è smettere di uscire.
La soluzione è scegliere in anticipo un’alternativa che ti piaccia davvero.
Per esempio:
- Una grigliata di pesce
- Un fritto misto (sempre meglio di una pizza intera)
- Un secondo con contorno abbondante
- Un carpaccio con insalata ricca
- Una tartare ben fatta
L’importante è che non ti senta punito mentre gli altri mangiano. Se ordini una bistecchina striminzita con due foglie mosce accanto, è ovvio che ti verrà voglia di rubare una fetta dalla pizza del vicino.
Quindi: scegli bene. E con gusto.
2. 🍽 Farla in casa, mangiarla diversamente
Se proprio vuoi la pizza… fanne una. Ma condividila.
Fare la pizza in casa è un gesto bellissimo, che riporta il cibo nel suo contesto naturale: la condivisione.
Ecco qualche idea:
- Prepara una sola pizza per tutti (non una a testa)
- Servila a fette, come antipasto o parte del pasto
- Accompagnala con un’insalata bella ricca, magari con uova, legumi, tonno o verdure di stagione
- Prevedi altre portate leggere, come un gazpacho, del prosciutto e melone, o una vellutata estiva
In questo modo, la pizza diventa un sapore, non un pasto intero.
Un piacere, non una sfida digestiva.
3. ☀️ Cambiare l’orario
La pizza, mangiata la sera tardi, è come un concerto rock in una biblioteca: fuori luogo.
Ma se la spostiamo a orari più “compatibili” con il nostro metabolismo?
- A pranzo: con un’insalata e una fetta di anguria, è molto più gestibile
- A colazione (sì, a colazione!): in Liguria nei bar trovi spesso piccoli tranci di pizza appena sfornata. Penso che accada anche in altre regioni d’Italia. Una fettina al mattino è molto meglio che una intera alle 22
4. 📓 Preparare le alternative in anticipo
La pizza è il classico tappabuchi: la mangi quando non sai cosa altro mangiare.
Ecco perché devi costruirti in anticipo delle alternative intelligenti e gustose.
Fai una lista.
Scrivila davvero.
- Cosa puoi ordinare al ristorante se non vuoi la pizza?
- Cosa puoi cucinare in 15 minuti quando torni a casa distrutta?
- Cosa puoi tenere in freezer come piano B?
A volte, il problema non è la pizza.
È la mancanza di un piano.
🚨 La pizza non è il nemico. Ma è una spia.
Se c’è un alimento che incarna perfettamente tutte le contraddizioni dell’alimentazione moderna, è proprio lei: la pizza.
Un piatto che nasce come cibo povero e semplice, ma che oggi – per come viene consumato – è diventato un concentrato micidiale di tutto ciò che sbilancia la nostra salute:
troppi zuccheri, troppi grassi, troppe calorie, troppo tardi.
Già solo la base – farina bianca raffinata – è un problema.
Sì, perché la farina, una volta ingerita, è praticamente zucchero, solo travestito. Si trasforma in glucosio in pochi minuti, fa salire rapidamente la glicemia e, con essa, l’insulina.
E l’insulina alta non è uno scherzo:
- aumenta il rischio di diabete di tipo 2
- promuove l’accumulo di grasso viscerale
- favorisce l’infiammazione cronica
- è collegata a malattie degenerative, Alzheimer incluso
Se poi alla farina aggiungi il formaggio (grassi saturi), l’olio cotto ad alte temperature (grassi ossidati), il carico calorico enorme e la cattiva abitudine di mangiarla intera, di sera, abbiamo confezionato la perfetta bomba metabolica.
Ma il punto non è demonizzare la pizza.
Il punto è prenderne atto.
Perché se vogliamo davvero cambiare, non possiamo più raccontarci che “è solo una pizza”.
Perché non lo è.
È una pizza intera, da 1000 calorie, che mangiamo ogni settimana (se va bene), magari con bibita e dolce a seguire, spesso come premio o come tapullo.
E ogni volta che facciamo così, non ci stiamo premiando. Ci stiamo sabotando.
Dobbiamo iniziare a vedere la pizza (e altri alimenti come lei) per quello che sono:
non cibi da escludere, ma cibi da riposizionare.
- Nelle occasioni giuste
- Nei momenti giusti della giornata
- Nelle quantità adeguate
- E soprattutto: non da soli, ma accompagnati da scelte intelligenti
Perché nessun cibo, da solo, ci rovina.
Ma sono le abitudini ripetute e inconsapevoli a farlo.
La pizza è solo la punta dell’iceberg.
Sotto c’è tutto uno stile alimentare che forse è arrivato il momento di rimettere in discussione.
Domandati questo:
- Sto davvero mangiando in modo coerente con la salute che desidero?
- Come reagisce il mio corpo quando mangio così?
- Se continuo così per altri 10 anni… dove mi porterà?
Il cambiamento non passa dal senso di colpa.
Passa dalla consapevolezza.
E se la tua pizza di stasera può diventare l’inizio di un nuovo modo di scegliere, allora – sì – anche lei ti vuol bene davvero.
