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Sconfiggere il cancro: è possibile?

In questi giorni sto leggendo un libro drammatico, che mi stringe il cuore ad ogni pagina. 

Il titolo è “CANCRO S.p.A.  Il business intoccabile” di Marcello Pamio.

L’autore racconta una storia che nel mondo scientifico si conosce da tanto tempo: nonostante la profusione di risorse spese nella ricerca, il cancro resta una malattia ancora non sconfitta, ancora vincente sull’essere umano, una malattia che porta con sé grande sofferenza.

Ma è anche una malattia su cui il mercato sanitario lucra in maniera davvero cinica.

Che la chemioterapia sia utile solo in pochissimi casi (solo per pochi tipi di tumori è risolutiva o consente una sopravvivenza superiore ai cinque anni) è cosa nota e stranota fin dalla pubblicazione di articoli scientifici di review risalenti agli anni 2000 circa. 

In special modo si è evidenziato che spesso la chemio dopo l’intervento di asportazione del tumore non aumenta significativamente la sopravvivenza rispetto ai pazienti che non hanno fatto chemio dopo l’intervento.

Nondimeno il paziente viene sottoposto a terapia chimica malgrado la grave sofferenza che ne consegue, e il grave scadimento della qualità della vita, illudendo il paziente che se non si sottoporrà a tale doloroso percorso il tumore tornerà quasi di sicuro. 

Ma in realtà si è visto che la probabilità delle metastasi, per la maggior parte dei tipi di tumore, è la stessa sia con la chemio che senza.

Fatta salva la chirurgia, che davvero spesso fa miracoli, e non solo in campo oncologico, ma che non conviene molto alle lobby farmaceutiche, (vuoi mettere assoggettare un paziente per anni a cure costosissime, pagate dalla sanità pubblica?) il più importante metodo per vincere sul cancro è … PREVENIRLO.

Prevenirlo, attenzione, non è la diagnosi precoce. Prevenirlo è CONDURRE UNO STILE DI VITA SANO.

Difficile? Neanche tanto. 

Proviamo ad enumerare alcuni punti per uno stile di vita sano. Punti che conoscete già… ma mettiamoli qui, in fila.

  1. GIUSTO CIBO ovvero mangiare moderatamente e cibi “veri”, non troppo raffinati e lavorati, insomma così come natura crea.

Un tipo di alimentazione simile previene una gran quantità di disturbi e malattie, e mantiene efficiente il sistema immunitario che è il nostro esercito difensore non solo dalle aggressioni esterne, ma anche da quelle interne tipo le cellule neoplastiche. 

Nella foto, un cavolo broccolo tira un pugno ad una cellula trasformata. Ecco questa è una bellissima immagine del ruolo che l’alimentazione ha nella prevenzione primaria. 

Il cibo sano aiuta a distruggere le cellule trasformate prima che diventino cancro.

  1. ADEGUATO MOVIMENTO ovvero cerchiamo di contrastare la sedentarietà per quanto ci è possibile, compatibilmente con i nostri impegni, la nostra età, le nostre patologie. Persino le persone portatrici di gravi handicap riescono a fare un po’ di movimento. Spesso nella piscina che frequento arriva un ragazzo cieco e malformato agli arti inferiori, e nuota molto meglio di me!
  1. NO STRESS ovvero impariamo a non stressarci più del necessario! E’ una cosa fattibile, ma anche per questa bisogna allenarsi. 

Lo stress è uno dei peggiori nemici della nostra salute, e anche per quanto riguarda il cancro ci sono evidenze che la sua insorgenza e il suo decorso sono spesso in relazione con lo stato emotivo.

Ci sono molti approcci che possono aiutarci a mantenere uno stato di serenità anche nelle situazioni più difficili. Nel loro complesso questi approcci sono la cosiddetta “crescita personale”.   Se non sappiamo da che parte cominciare, chiediamo consiglio a persone esperte nel settore.

Basta. Finito. 

Tutto qui? Si, tutto sta in questi tre punti. 

Questa è la PREVENZIONE PRIMARIA, ovvero quel “modus vivendi” che diminuisce davvero considerevolmente la possibilità di ammalarci, e se ci ammaliamo ci consente di affrontare meglio le malattie, compreso il cancro, aumentando la probabilità di guarigione del tumore, così come aveva tentato di dimostrare il Dr. Di Bella, che con farmaci semplici e di bassissimo costo, che avevano il compito di “nutrire e aiutare ” il corpo, aveva ottenuto la guarigione di alcuni pazienti ormai terminali, per i quali la medicina “ufficiale” aveva dato forfait. 

Non dimentichiamoci mai che dentro di noi c’è il nostro MEDICO INTERNO, che altri non è se non un meraviglioso, complesso e perfetto meccanismo adattativo, che consente di rimediare i danni, purché questi non superino un effetto soglia. 

Se vogliamo che la terapia sia efficace, dobbiamo aiutarla.

Come se di fronte ad un incendio chiamassimo i pompieri ma noi continuassimo a gettare benzina sul fuoco. 

Lucia Vignolo, Biologa nutrizionista

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Di Lucia Vignolo

Sono una biologa di nome e di fatto: mi piace scoprire i segreti della vita. Oggi mi occupo soprattutto di nutrizione, in tutti i suoi aspetti, anche etici ed ecologici.
Mi piace la tecnologia informatica, e mi piace servirmene per organizzare il mio lavoro, per... "leggere e scrivere e far di conto", per comunicare, soprattutto per imparare.

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