
Attualmente nel mondo circa un miliardo di persone, ovvero una su sette, convive con l’obesità (non sovrappeso, obesità!) ed è previsto il raddoppio entro il 2035. Un bel traguardo, non c’è che dire…
Negli USA, paese con una delle peggiori diete al mondo, già nel 2016 la percentuale della popolazione in sovrappeso aveva raggiunto il 70% … di cui più della metà era obesa (più del 40%). Il peso medio di un adulto in usa è di 88,9 kg per 1,76 di altezza, e la loro aspettativa di vita non raggiunge i 77 anni.
Ma qual è il paese più obeso del mondo? E’ la Repubblica di Nauru, una piccola isola in mezzo al Pacifico, che conta circa 10.000 abitanti, il 95% dei quali sono obesi. Si, proprio il 95%. Sembra incredibile. Eppure potessimo andare indietro nel tempo fino al 1968, e fare una capatina a Nauro, potremmo cercare invano gli obesi perché allora non ce n’era nemmeno uno.
Come mai in meno di cinquant’anni (perché già nel 2007 c’era questa situazione) è potuto accadere questo disastro?
Nel 1968 Nauru diventa Repubblica indipendente, liberandosi dal dominio di Australia Gran Bretagna e Nuova Zelanda che sfruttavano le sue ingenti miniere di fosfato. Ottenuta l’indipendenza la giovane repubblica chiese i diritti per lo sfruttamento delle miniere. Una piccola cifra per i ricchi paesi sfruttatori ma una grande somma per la piccola isola e per quella manciata di abitanti, la cui ricchezza pro-capite arrivò alle stelle.
Ma arrivarono anche i guai da benessere, un benessere arrivato come un miracolo. La popolazione diventò sedentaria. L’alimentazione, che era prima basata su pesci, frutta, ortaggi, tuberi e noci di cocco, cambiò repentinamente grazie alla facilità di importazione di derrate alimentari di tipo occidentale, naturalmente sulla falsariga del trash food americano, con cibi spazzatura ricchissimi di calorie e poverissimi di nutrienti. Il massiccio sfruttamento minerario inoltre ha sottratto la maggior parte della terra all’agricoltura, rendendola infertile, spingendo quindi in direzione delle importazioni alimentari. Inoltre questo popolo abituato ad una vita semplice e alle restrizioni, credeva che la pinguedine, segno di ricchezza, fosse un vantaggio. Solo dopo qualche decennio, con la comparsa massiccia dei gravi effetti collaterali dell’obesità, si è iniziato a rivedere tali convinzioni e ad implementare una politica di corretta alimentazione e stile di vita.
Noi italiani, insieme ai giapponesi (al primo posto) e ai Coreani, guidiamo la classifica dei più magri del mondo…. Ma sarebbe meglio dire dei meno grassi, perché di fatto il 46% della popolazione italiana (23 milioni di individui) ha problemi di peso; di questi 23 milioni, circa 6 milioni sono decisamente obesi.
E non ci dobbiamo certo consolare, perché anche per l’Italia è previsto nei prossimi anni un forte aumento dell’obesità, specie quella infantile.
Ci sono dei dati raccapriccianti relativi al costo economico di questa assurda obesità pandemica, e ci si chiede se anche i governi più forti potranno permettersi di farsene carico.
Ma perché è così aumentata l’obesità? Perché mangiamo male, come suggerirebbe la storia di Nauru?
Sì e no.
In realtà ingrassiamo perché mangiamo troppe calorie rispetto a quelle che consumiamo.
Ma questo sconsiderato numero di calorie è legato a doppio filo proprio al tipo di cibo che chiameremo trash foood, cibo spazzatura.
E’ un cibo che non ci sazia. Sembra incredibile eh?
Già parecchi anni fa gli psicologi e gli antropologi hanno incominciato a studiare il fenomeno dell’iperfagia in generale (il mangiare più del necessario insomma) e hanno condotto sia ricerche su popolazioni sia esperimenti che si sono rivelati illuminanti per comprendere i meccanismi psicologici delle sazietà.
Ci sarebbe moltissimo da dire su questo stimolante argomento, ma potrei qui riassumerlo in queste poche parole: non sono le calorie ingerite che ci fanno sentire sazi ma una nutrita serie di altri fattori che apparentemente sembrerebbero avere niente a che fare con il metabolismo energetico. Ne elencherò qualcuno, quelli che mi vengono in mente ora mentre scrivo.
FATTORI DELLA SAZIETA’
Odore gradito del cibo
Colori piacevoli del cibo
Aspetto gradevole del cibo (ci appare buono)
Estetica del cibo (impiattamento)
Mangiare in compagnia
Avere preparato con cura il nostro cibo
Attesa del cibo (no fast food!!!)
Consapevolezza che quel cibo che stiamo mangiando ci fa bene
Cultura del cibo (gastronomia)
Tradizioni familiari (affettività legata a quel cibo)
Tempo dedicato alla preparazione del cibo
Tempo dedicato al consumo del cibo
Sacralità del cibo (non è scontato avere cibo)
Ritualità dell’alimentazione
Varietà del cibo
Abitudine (possibilmente fin da bambini) ad apprezzare ogni cibo
Masticabilità del cibo
Attenzione ai sapori particolari di ciascun cibo
Scarsezza di carboidrati nel cibo
Presenza di grassi nel cibo
Presenza di fibre solubili nel cibo
Importanza che ha per noi il cibo
E’ ovvio che la quantità del cibo è un fattore da cui non si può prescindere, perché se ingeriamo cento calorie al giorno possiamo metterci tutti gli altri fattori favorevoli ma sarà ben difficile sentirsi sazi! Ma si è provato con esperimenti che a parità di calorie, in numero anche leggermente inferiore alle reali necessità metaboliche, le modalità alimentari sopra elencate favoriscono la sensazione di sazietà, o almeno spengono la compulsività verso l’assunzione di altro cibo.
Ora però ci si può chiedere:
PERCHE COMPARE TALE COMPULSIVITA’?
Ovvero, perché noi umani tendiamo a mangiare più del necessario, perché non ci passa la fame con la quantità di cibo necessaria alla nostra sopravvivenza, come avviene per gli animali?
Per rispondere a questa domanda possiamo tornare all’esempio degli abitanti di Nauru.
Fino a quando si sono nutriti delle risorse dell’isola i Naurani erano piuttosto magri, e comunque nessuno era sovrappeso, come appare da disegni e poi in seguito foto di chi aveva colonizzato l’isoletta. E non avevano il diabete, che ora interessa quasi il 60 % di loro, e nemmeno altre malattie degenerative.
Era più sano il cibo, d’accordo, ma avrebbero potuto ingrassare ugualmente mangiando tante noci di cocco, tanto pesce, tanti tuberi (tipo patate), tantissima frutta. … In fondo il cibo nella loro isola era molto più abbondante di quanto fosse necessario al sostentamento di una piccola popolazione.
Vero, il cibo non mancava.
Ma era necessario coltivarlo, pescarlo, raccoglierlo, prepararlo, cucinarlo… E anche masticarlo!
Non esisteva il supermercato, il bar, la panineria, la pasticceria… non esistevano cibi che si sciolgono in bocca (biscotti, grissini, pasta, formaggi teneri, yogurt, gelati, creme, nutella, marmellate, e così via) ovvero cibi con i quali puoi ingerire tantissime calorie in pochi bocconi che nemmeno è necessario masticare.
Il classico piatto di pasta con pomodoro olio e formaggio ci fornisce circa 600 calorie (80 grammi pasta, 15 grammi olio o burro, 2/3 pomodori, un cucchiaio di parmigiano). Lo prepariamo in poco tempo, comodamente a casa nostra, senza fatica, senza sporcarci, senza rischiare di incappare in un insetto velenoso o in un animale pericoloso, senza stress. E ce lo mangiamo in pochi minuti senza nemmeno sporcarci le mani.
L’elevato contenuto di carboidrati richiede un forte rilascio di insulina per “trasportare” il glucosio nelle cellule, insulina che, una volta adempiuto al suo compito di “tassista”, resta in circolo un po’ di ore, fin quando il fegato non l’avrà degradata, e mentre sta in circolo produce una serie di cambiamenti metabolici che sono in gran parte dannosi, oltre ad attivare ben presto una “fame ipoglicemica”.
E invece in nostro Naurano, quanto pesce deve magiare per avere 600 calorie? Diciamo che se lo prepara alla brace con un filo di grasso gliene occorre circa 700 grammi pesato pulito. Ma se lo deve pulire lui, e se lo deve anche pescare.
Certo è un esempio limite, perché a Nauru non si mangiava solo pesce, e c’era chi pescava, chi coltivava gli ortaggi e chi andava a raccogliere le noci di cocco, ma tutti avevano un accesso al cibo più complesso e faticoso.
Non so voi ma io pur di non pulire il pesce preferisco non mangiarlo!
Inoltre gli alimenti a Nauru forniscono pochissime calorie da carboidrati, mantenendo un metabolismo degli zuccheri corretto dal punto di vista fisiologico. Peccato che gli abitanti non li utilizzino più, si sono dati la zappa sui piedi!
Nel mondo “occidentale” non siamo più noi a inseguire il cibo, ma il cibo insegue noi, ci aspetta al varco, dietro ogni angolo di strada, ci assale e, come il serpente, ci tenta con i colori, gli slogan che non dicono nulla ma suggeriscono meraviglie, i sapori facili e infantili, la facilissima masticabilità! Tutto è tenero dolce e gustoso!
Una dieta corretta deve lavorare soprattutto su questi aspetti. Una alimentazione correttamente impostata, di cui ciascuno sia consapevole e responsabile, sarà un valore aggiunto alla propria vita, e ci terrà lontani dalle sciocchezze che ci vengono propinate dal marketing alimentare per indurci a spendere denaro che danneggerà la nostra salute e la nostra immagine.
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